giovedì 31 luglio 2008
Domani mattina forum live con Paolo Ferrero
Noi del PRC/GC di Luzzi naturalmente non mancheremo.
mercoledì 30 luglio 2008
L'ennesimo fallimento dell'ormai inutile WTO
Tra il 9 e il 13 novembre 2001, si tenne a Doha la quarta Conferenza Ministeriale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, quella che comunemente viene chiamata World Trade Organization (WTO). In quella occasione iniziarono la serie di negoziati detti Doha Round.
Ieri, 29 luglio 2008, dopo sette anni questi negoziati si sono chiusi: con un nulla di fatto.
L’OMC o WTO è l’organizzazione più pomposa e nello stesso tempo inutile che sia stata mai concepita nell’epoca della globalizzazione capitalistica. La sua fondazione vera e propria è da fissarsi alla data del 1 gennaio 1995, ma in realtà essa altro non è che la continuazione del GATT (General Agreement on Tariffs and Trade, Accordo Generale su Tariffe e Commerci), che di fatto termina la propria azione alla fine dell’Uruguay Round (i cui risultati sono contenuti nell’Accordo di Marrakech, importante perché decretò un ingente tagli dei sussidi agricoli, aprì le importazioni dei settore tessile ai paesi del Sud del mondo, estese i negoziati per la prima volta anche alla proprietà intellettuale).
L’obiettivo dichiarato del WTO è quello di aprire i mercati internazionali, favorendo la globalizzazione, l’imposizione massiccia del commercio occidentale nei Paesi in via di sviluppo, il selvaggio sfruttamento della manodopera a basso costo da parte delle multinazionali.
In realtà tale organizzazione, da sempre, si è rivelata essere solo una simbolica esibizione della realizzazione di un utopistico progetto di “Governo economico mondiale”. Esclusa la parte esteriore, la manifestazione spudorata della ricchezza a discapito dei paesi del Terzo Mondo, il WTO non ha mai avuto alcuna capacità decisionale. Le prime due Conferenze Ministeriali (a Singapore e a Ginevra) hanno sin da subito evidenziato le aspre differenze di vedute tra le economie dei paesi ricchi e quelle dei paesi “meno” ricchi. Sicuramente, però, la riunione più conosciuta dall’opinione pubblica mondiale è quella che si tenne dal 30 novembre al 3 dicembre del 1999 a Seattle, la dove nacque il “Seattle People” e il movimento No Global. Per l’ennesima volta, anche grazie alla rumorosa protesta degli anti WTO, il vertice economico si risolse in un nulla di fatto.
L’episodio più ridicolo e grottesco che riguarda però l’OMC è sicuramente il sopraccitato Doha Round. Nel 2001 dopo il fallimento del vertice di Seattle, per evitare contestazioni, per la quarta Conferenza Ministeriale ci si barricò nel deserto del Qatar. Anche le dune, le oasi e i cammelli però non servirono a creare un clima di collaborazione tra ricchi e poveri e le conclusioni delle riunioni vennero rimandate. Nel 2003 a Cancùn e nel 2005 ad Hong Kong si provò nuovamente a mettere mano a documento in modo da trovarne la risoluzione, ma chi ha letto questo articolo dall’inizio avrà ormai capito quale sia stato l’esito di questi altri due vertici: nuovi fallimenti.
La questione Doha, diventata il chiaro segno dell’inutilità e del valore solo superficiale del WTO, si è finalmente chiusa ieri: India e Cina hanno rifiutato le proposte di compromesso di USA e Unione Europea a proposito dei sistemi di aumento dei dazi doganali che sarebbero dovuti andare a proteggere i piccoli agricoltori dalle eccessive importazioni estere. L’accordo messo in tavolo dal blocco occidentale era quello di aumentare i dazi su tutti quei prodotti la cui importazione dall’estero superasse il 40 % del totale. Tale percentuale è stata ritenuta troppo alta dai due giganti asiatici, i quali hanno contestato il fatto che con tali parametri si sarebbero salvaguardate pochissime aree economico-agricole, con la conseguenza che gli svantaggi di tale accordo sarebbero andati a colpire enormemente i piccoli coltivatori.
Dopo sette anni il Doha Round (come la maggior parte di tutti quelli negoziati dal WTO) è saltato. Le ong, il movimento No Global, le reti Altermondiste esultano e da oggi chiedono con ancor maggiore forza la chiusura dell’Organizzazione Mondiale del Commercio. Stati Uniti ed Europa cominciano finalmente a rendersi conto che il progetto di invadere il Terzo Mondo con le loro logiche economiche di sfruttamento è fallito. Senza che se ne rendessero nemmeno conto, in poco più di dieci anni un nuovo Gigante gli si è parato davanti: Cindia.
Luciano Altomare
Ufficiale: Prc rientrerà in giunta con Guagliardi assessore!
Camillo
martedì 29 luglio 2008
Gli obiettivi di Ferrero
Camillo
Il PRC alle prese con la nuova maggioranza
Tralasciando le facili ironie sui trotskisti, la mozione numero 4 è molto meno “estrema” e “ingestibile” di quanto si pensi. I problemi veri per Ferrero potrebbero invece venire dalla mozione 3, la quale sembra essere irremovibile dal voler il risanamento della scissione con i Comunisti Italiani. Se davvero questo risanamento avvenisse, ad una maggioranza già estremamente eterogenea, si andrebbero ad aggiungere le beghe interne tra Oliviero Diliberto e Marco Rizzo, la loro vacuità di argomenti (escluso l’antiberlusconismo che è sempre stato il loro cavallo di battaglia), il loro gioco a “chi è più puro, chi è il più duro, chi è più comunista”. Inoltre Fosco Giannini, esponente de l'Ernesto e della mozione 3, continua a ribadire che la priorità del PRC deve essere quella di riaggregare tutte le forze comuniste, riferendosi quindi non solo al PdCI, ma anche «a Ferrando, a Sinistra Critica e tutte le forze comuniste che potrebbero formarsi da qui alle europee.
Tale posizione non è condivisa dal resto della nuova maggioranza di Rifondazione. Il segretario Paolo Ferrero, ieri sera a Primo Piano su Raitre, ha detto che l’unione dei comunisti non è fondamentale, soprattutto per il fatto che così si andrebbe a riproporre al contrario la fallimentare esperienza costitutiva della Sinistra Arcobaleno. Sulle stesse posizioni si trovano Claudio Grassi (moz. 1) e Claudio Bellotti (moz. 4) che non vogliono nemmeno sentir parlare di simboli e nomi compositi diversi da quelli attuali del partito. Dal canto loro, Marco Ferrando del Partito Comunista dei Lavoratori e Flavia D’Angeli di Sinistra Critica hanno già espresso le proprie aspre diffidenze sull’esito del congresso di Rifondazione, quindi il discorso di Giannini è un po’ campato in aria (se si esclude il fatto che Diliberto sarebbe prontissimo a firmare subito e ad occhi chiusi l’alleanza col PRC, sfruttando così strumentalmente la sconfitta elettorale di Aprile per salvare invece quel suo partito, i Comunisti Italiani, che per come era nato ormai non ha più alcun senso di esistere).
Tra l’altro per la cronaca, come il nostro blog aveva annunciato già durante il congresso, la mozione 3 è divisa tra le posizioni di Giannini e quelle di Gianluigi Pegolo, il quale anche oggi dalle pagine di Liberazione (link), continua a parlare maggiormente della svolta a sinistra e del ruolo sociale del PRC, che non dell’unità comunista.
Luciano
lunedì 28 luglio 2008
Nemmeno 24 ore dal Congresso che il PRC calabrese rientra in giunta!
Proprio ieri il neosgretario nazionale Paolo Ferrero aveva detto che «entrare nella giunta regionale calabrese è una cosa pessima politicamente e moralmente».
Non è passato nemmeo un giorno che già inizia il muro contro muro...
domenica 27 luglio 2008
Ferrero è il nuovo segretario del PRC!
"E' un congresso che ha visto posizioni e progetti diversi, e' il principale problema che abbiamo da affrontare, mi impegno affinche' la gestione del partito sia unitaria" queste le prime dichiarazioni dell'ex ministro.
Il direttivo verrà formato a settembre, ma il neo segretario ha già annunciato di voler confermare il tesoriere come segnale di distensione verso la minoranza. Vendola dal canto suo, pone anch'esso la data di settembre per dare vita alla corrente "Rifondazione per la sinistra".
A questo link potete trovare il documento che ha vinto il congresso.
Domani, a mente fredda, il blog dei Giovani Comunisti di Luzzi proverà ad analizzare cosa potrà rappresentare per il partito quest'epocale svolta di Chianciano.
Documento Ferrero vince il Congresso
Camillo
LA RESA DI VENDOLA!
Salta l'accordo sull'elezione del segretario del Prc
Ferrero non cede e lancia la gestione unitaria
Camillo
sabato 26 luglio 2008
Si va verso la conta!
Camillo
venerdì 25 luglio 2008
Le solite lacrime di Giordano...
Subito dopo di lui prende la parola Leonardo Masella (mozione 3): «Io non parlerò per prendere applausi. Giordano, la linea politica non si fa con la demagogia e la poesia». Una goduria.
Luciano
Leadership Prc
Camillo
Si spacca la mozione 3. E Fava è deluso …
Pegolo e gli altri della 3 scrivono che da ciò che la loro mozione propone «a ciò che dice Giannini nell'intervista di ieri passa una grande differenza, anche perché ritenere che le elezioni europee del 2009, siano il precipitato verso il quale tendere rispetto alla ricostruzione della diaspora dei comunisti e assumere questo come unica discriminante nel confronto interno al partito è una operazione politicista». Sempre su Liberazione, Pegolo ha ribadito che «Giannini non rappresenta tutta la mozione 3».
Claudio Fava, coordinatore di Sinistra Democratica si è detto deluso delle parole provenienti dalla mozione 2: «Registro un arretramento netto e visibile nelle parole di Vendola rispetto a qualche settimana fa, - ha osservato Fava - la Costituente di sinistra non è più né un aggettivo né un sostantivo, ma si è tramutata in luoghi comuni da condividere a sinistra».
Intanto a Chianciano, continuano gli interventi dei delegati che si protrarranno fino alle 13 e 30 e riprenderanno poi nel primo pomeriggio.
Luciano
Inizia il secondo giorno di Congresso
L’ordine del giorno che proponeva di eleggere oggi tutte le commissioni, esclusa quella Verifica Poteri che è stata approvata ieri pomeriggio, è passato e perciò i lavori odierni si sono aperti con il voto alle liste (naturalmente bloccate) proposte dalla presidenza, in accordo con le 5 mozioni.
La Commissione Politica sarà formata da 60 delegati (e la maggior parte dei Big si troverà posto in quest’organo), quella Elettorale da 40 delegati, quella Statuto anch’essa da 40 delegati. Le liste di nomi proposte per le tre commissioni sono state votate e approvate a larghissima maggioranza.
Subito dopo aver sbrigato tale pratica, alle ore 10:20 sono iniziati i dibattiti. Ogni discorso potrà esser lungo non oltre i 10 minuti. Per domani è atteso l’intervento del delegato di Cosenza, Bertinotti.
Luciano
giovedì 24 luglio 2008
E' finita la prima giornata di Congresso
Dopo che la prima giornata congressuale si è conclusa, possiamo in breve ricapitolare quanto successo:
- alle 17 e 02, Erminia Emprin, presidente della commissione per il congresso, apre i lavori;
- vengono ufficializzati i voti complessivi di ogni mozione e vengono ripartiti i delegati;
- Graziella Mascia ha tenuto un toccante e commosso discorso di commemorazione del compagno Ivan Bonfanti, giornalista di Liberazione, scomparso pochi giorni fa;
- il presidente dell’ANPI Ricci ha reso omaggio a Giovanni Pesce, partigiano ed ex dirigente di Rifondazione Comunista;
- vengono inviati i saluti del congresso al presidente Napolitano e viene letta la sua risposta;
- vengono letti i messaggi del presidente della Camera Fini e quello del presidente del Senato Schifani ed entrambi vengono accolti dalla platea con qualche fischio;
- il sindaco di Chianciano e il segretario della federazione di Siena portano i saluti del comune e del PRC Senese;
- Helmuth Scholtz, in sostituzione del presidente Lothar Bisky, porta i saluti del Partito della Sinistra Europea cui il PRC fa parte;
- inizia la presentazione delle mozioni (20 minuti massimo per ogni rappresentante) che avverrà in ordine dei voti conseguiti da ogni documento.
Il primo a parlare è stato Nichi Vendola del documento secondo il quale ha ribadito che non è sua intenzione sciogliere il partito e di voler ricostruire un blocco sociale d’opposizione, anche scendendo in piazza. Inoltre, rivolgendosi alle altre mozioni, ha parlato di ricomposizione unitaria e, cosa da sottolineare, nel proprio discorso non ha mai nominato la costituente di sinistra.
E’ stata poi la volta di Maurizio Acerbo della mozione 1, che ha sottolineato il fatto che il gruppo dirigente del PRC non deve negare il proprio passato, e che Rifondazione è e rimarrà un partito Comunista. Naturalmente, è stata rilanciata la proposta di gestione unitaria del partito, è stato ribadito il fatto che alle Europee Rifondazione deve presentarsi col proprio simbolo e programma, è stato gridato con forza che la prospettiva del partito deve essere la Sinistra Europea e non il Socialismo Europeo.
Per il documento 3 ha parlato Sandro Targetti, il cui discorso è stato tutto incentrato sul fatto che la base ha chiaramente manifestato la propria contrarietà all’ipotesi di costituente di sinistra ed ha ribadito che il prossimo obbiettivo di Rifondazione deve essere l’unione di tutti i comunisti.
Claudio Bellotti ha presentato la mozione 4. Il rappresentante dell’area operaista di “Falce e Martello” si è rivolto a Nichi Vendola, chiedendogli perché il documento 2 è fortemente contrario ad una svolta a sinistra, chiara e profonda. Inoltre anche’egli ha detto che la gestione unitaria può essere possibile, a patto che questa ponga le proprie basi nell’opposizione sociale.
Ultima a parlare è stata Mercedes Frias, per il documento numero 5. La rappresentante ha evidenziato l’anomalia della propria mozione, la quale aveva come unico scopo quello di far si che il Partito arrivasse integro al congresso. Ora che tale obbiettivo è stato raggiunto, il compito della mozione dal titolo “Disarmiamoci” è finito e perciò 10 delegati appartenenti a quest’area, potranno votare come meglio credono.
Dopo l'intervento della Frias sarebbe stata la volta di votare le liste di nomi per le varie commissioni, ma un ordine del giorno ha proposto che, tranne quella di Verifica Poteri, le altre venissiro elette nella mattinata di domani, visto che alcuni delegati dovevano ancora raggiungere Chianciano. Al momento non sono riuscito a capire se tale OdG si passato o no. Ve ne darò conto domani.OFF CHRONICLE: ma era Vendola o Ferrero a parlare? L'abbandono del termine "costituente della sinistra", l'opposizione sociale, la discesa in piazza... In cambio del tozzo di pane non negoziabile (Vendola segrtario), la gestione unitaria è sempre più vicina (e sotto sotto, è quello che vogliono anche i finti duri e puri della mozione 3,4 e dell'ormai defunta 5).
Luciano
Aggiornamento ore 20:12
Sono finite le presentazioni delle mozioni e i lavori giornalieri del congresso. Adesso ci saranno le riunioni di mozioni e molto probabilmente passerà un ordine del giorno che propone che tutte le Commissioni, tranne quella Verifica Poteri, vengano elette domani mattina, visto che a quanto sembra non tutti i delegati hanno ancora raggiunto Chianciano.
Vendola continua a ribadire di non voler sciogliere Rifondazione e dice che l'obbiettivo del partito è quello di combattere il minoritarismo, mentre Acerbo, della mozione 1, ha invece insistito che con questo PD non ci si può alleare e che se si deve rilanciare l'unità della sinistra, bisogna farlo senza imbarcarsi in Costituenti che spaccano invece di unire.
In precedenza, la platea a riservato fischi ai messaggi di Fini e Schifani, mentre Napolitano ha ricambiato il saluto che gli era giunto dal Congresso (qui l'intervento di Napolitano). Standing ovation per il ricordo del partigiano Giovanni Pesce e del giornalista Ivan Bonfanti.
Hanno parlato diversi esterni, tra cui un rappresentati della Sinistra Europea (era previsto che parlasse il presidente Bisky, ma non ce l'ha fatta a raggiungere Chianciano), che ha portato anche i saluti della Die Linke. Ai lavori hanno presenziato anche Diliberto dei Comunisti Italiani, la Francescato dei Verdi, Fava di Sinistra Democratica e Bettini del PD.
Oltre a Radio Radicale, anche Nessuno Tv (canale sky 890) segue in diretta video il congresso di Chianciano. Qui il link per vederlo sul loro sito internet. La trasmissione del Congresso riprenderà domani mattina verso le 9 e 30.
Questo il programma di domani:
Ore 9:30-13:30 dibattito
Ore 14:30-19:30 dibattito
Ore 21- riunione delle commissioni
Luciano
Inizia il Congresso!
Per quanto possibile, proveremo a seguire la diretta sul nostro blog. Radio Radicale seguibile nella provincia di Cosenza sulla frequenza 104.5 o direttamente su http://www.radioradicale.it/, dovrebbe seguire tutto il corso dei lavori.
Risultati totale di tutti i circoli italiani del PRC:
Doc 1: 17542 voti 40,28%
Doc 2: 20598 voti 47,3 %
Doc 3: 3343 voti 7,67%
Doc 4: 1401 voti 3,22%
Doc 5: 661 voti 1,52 %
Suddivisione dei 650 delegati del congresso
Doc 1: 262 delegati
Doc 2: 307 delegati
Doc 3: 50 delegati
Doc 4: 21 delegati
Doc 5: 10 delegati
Mentre scrivo si sta commemorando il compagno Bonfanti, scomparso ex giornalista di Liberazione.
mercoledì 23 luglio 2008
VII Congresso Partito della Rifondazione Comunista - Chianciano 24-27 luglio 2008
Ore 16
- apertura dei lavori della Presidenza della Commissione per il congresso,
elezione presidenza
- commemorazione per il compagno Ivan Bonfanti
- commemorazione Giovanni Pesce da un rappresentante ANPI
Ore 17
- benvenuto del segretario della federazione del Prc di Siena
- saluto del sindaco di Chianciano
- saluto del Presidente della Sinistra Europea Lothar Bisky
- interventi introduttivi esponenti 5 documenti in ordine decrescente sui risultati finali dei congressi(20 min.cad.)
- elezioni delle commissioni verifica poteri,politica,elettorali,modifica,statuto
Ore 20
- benvenuto alle delegazioni straniere
Ore 21
- riunione delle commissioni
Venerdi' 25 Luglio
Ore 9:30-13:30 dibattito
Ore 14:30-19:30 dibattito
Ore 21- riunione delle commissioni
Sabato 26 Luglio
Ore 9.30 -13.30 dibattito
Ore 14.30 – 19.30 dibattito
(Ore 17 riunione delle commissioni)
Ore 21 discussione e approvazione statuto
Domenica 27 Luglio
Ore 9.30 report commissioni
Ore 10.30 votazioni
Ore 15 riunione comitato politico nazionale
Camillo
I possibili scenari che potrebbero uscire da Chianciano
L’area che al prossimo congresso di Rifondazione Comunista voterà la mozione numero 2, l’area di Nichi Vendola, proprio oggi ha chiesto che a brevissimo si tenga un incontro tra i rappresentati di tutte e cinque le mozioni che saranno presenti nella fase congressuale. I Vendoliani, dalle pagine del loro sito (www.manifestoperlarifondazione.it), si dicono disposti a discutere ogni proposta che sia capace di rilanciare Rifondazione e nello stesso tempo ricostruire la Sinistra.
Tale dichiarazione, sembrerebbe un parziale riavvicinamento delle varie posizioni, e teoricamente potrebbe andare a confermare il presunto tacito accordo che Vendola avrebbe stretto con Claudio Grassi (uno dei primi firmatari della mozione 1 e nella cui area risiederebbero circa il 20% dei delegati che parteciperanno all’imminente congresso), nonostante i due interessanti a riguardo abbiano già fatto le solite smentite del caso. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, invece, Grassi sarebbe pronto a dichiararsi favorevole all’elezione di Nichi come segretario del Partito, in cambio però di avere l’assicurazione dal Governatore della Puglia che alle prossime elezioni Europee Rifondazione si presenterà col proprio simbolo, il proprio nome ed un proprio programma autonomo. La manovra di Grassi, se da un lato rischia di isolare il compagno di mozione Paolo Ferrero, dall’altro non scontenterebbe eccessivamente quest’ultimo, soprattutto per il fatto che almeno per il momento sarebbe superato il piano di “costituente della sinistra”, punto nodale del documento numero 2.
La storia politica di Grassi è molto più vicina a quella di Vendola, che non a quella dell’alleato Ferrero. Di lui Liberazione scrive: “Una volta era il delfino di Cossutta che però abbandonò nel ’98 per schierarsi con Bertinotti. Poi è andato all’opposizione perché contrario alla linea “governista” di Fausto e adesso è unito a Ferrero. Con qualche mal di pancia…” Vendola e Grassi sono nati nel PCI e quest’ultimo, proprio per la sua formazione, non vuole uscire dal congresso senza che sia stato eletto il nuovo segretario e sia stata stabilita una precisa linea politica.
Ferrero, insieme a Russo Spena, proviene invece da Democrazia Proletaria e la sua idea per Rifondazione è quella di un partito sociale fortemente radicato nei movimenti (si veda la partecipazione dell’ex Ministro della Solidarietà Sociale al No Cav Day) e autonomo dal PD. O per lo meno, da “questo” PD: lo stesso Ferrero infatti ha dichiarato che “una interlocuzione con il PD o con parti di esso potrebbe nascere qualora le sue basi fossero la costruzione dell’opposizione al Governo Berlusconi e la critica a Confindustria e al bipolarismo”. Questa posizione di fatto taglierebbe le gambe ad un possibile accordo tra Rifondazione e il Partito Democratico, proprio perché fino a quando Veltroni guiderà il partito, la critica al bipolarismo e a Confindustria non faranno parte della propria linea politica.
Le elezioni Europee, sopra citate, saranno il vero nodo del congresso di Chianciano. Volendo giocare alla “Fantapolitica”, si potrebbe tentare di immaginare i vari scenari che possono uscire dal congresso e ipotizzare quante possibilità ci sono che ognuno di essi si realizzi. Proviamo.
Scenario A – Rifondazione Comunista, con Vendola segretario e il Partito gestito in modo unitario (presenza quindi dei ferreriani e dei grassiani negli organi direttivi), si presenta da sola alle Europee, col proprio nome, simbolo e programma. La fase della Costituente della Sinistra, viene rallentate e rimandata a dopo le Europee, il cui esito in termini numerici diventa fondamentale per stabilire la prossima linea politica. In campo di politica estera si mira al rafforzamento del gruppo parlamentare della Sinistra Europea. Verdi e Sinistra Democratica vengono lasciati al loro destino (confluenza nel PD o andare da soli all’elezioni), mentre il PDCI crea un nuovo Partito Comunista, indipendente da Rifondazione, nel quale potrebbero entrare l’area dell’Ernesto (guidata da Fosco Giannini), il Partito Comunista dei Lavoratori e Sinistra Critica.
Possibilità che lo scenario risulti realistico da 1 a 10: 8
Scenario B – Vendola e la mozione numero 2, pur non avendo raggiunto la maggioranza assoluta nel congresso, rivendicano la maggioranza relativa e perciò si impongono in maniera maggioritaria negli organi del Partito. Alle altre mozioni viene riservato un ruolo marginale. Il nuovo progetto politico del PRC è l’avvio della Costituente della Sinistra, per cui nel futuro imminente Rifondazione più Sinistra Democratica ed eventualmente la minoranza dei Verdi e dei Comunisti Italiani (l’area Bellillo), si presenterebbero insieme alle Europee con un non meglio specificato nome, simbolo e programma. Per il futuro immediato, questa sorta di riproposizione di un nuovo Arcobaleno avrebbe come naturale conseguenza l’alleanza di stampo governi sta nel PD, se non addirittura la confluenza nelle sue fila, andando a formarne la corrente di sinistra. In Europa non sarebbe assurdo che i parlamentari del PRC, possano confluire nel Partito Socialista Europeo. In caso questa ipotesi risulti vera, il congresso di Chianciano sarà una lotta fratricida tra due linee politiche inconciliabili.
Possibilità che lo scenario risulti realistico da 1 a 10: 3
Scenario C – PRC e PDCI fondano un nuovo Partito Comunista. Si realizza il progetto di Oliverio Diliberto e della mozione numero 3 di Rifondazione, quella dell’Ernesto e di Giannini.
Possibilità che lo scenario risulti realistico da 1 a 10: 0
E’ opinione di chi scrive, che l’accordo tra le mozioni numero 1 e 2 alla fine ci sarà. Il progetto a breve termine in questo modo diventerebbero le Europee, mentre la costruzione di una Costituente della Sinistra sarebbe rimandata, in dipendenza del fatto se Rifondazione riuscirà o meno a riconquistare buona parte del proprio bottino elettorale smarrito lo scorso 13 e 14 Aprile. In questo modo Vendola diventerrebbe il successore di Giordano alla segreteria, mentre le altre 4 mozioni (che insieme superano il 50% dei consensi) vedrebbero accontenta la propria linea politica contraria alla Costituente di Sinistra.
Due sole cose sembrano andar contro questa risoluzione “pacifica” del congresso. La prima è il nodo alleanze, visto che ai Vendoliani non va giù il fatto di perdere per strada SD e Verdi (e forse anche la Bellillo e il suo 12 % dei Comunisti Italiani). D’altra parte un’altra Sinistra Arcobaleno è improponibile e alla fine i tanti delfini del Subcomandante Fausto dovranno arrendersi alla constatazione che non c’è altra soluzione se non quella descritta poco sopra nello scenario A.
Il secondo fattore che potrebbe andare poi a scombussolare il clima di calma che sembra essersi creato nelle ultime ore, è il vedere come Ferrero reagirà all’eventuale accordo Grassi-Vendola e quindi l’affondamento della sua idea di Partito Sociale…
Luciano AltomarePS: potete tranquillamente copiare e incollare l'articolo, in forum e blog che siano. Solo, ricordatevi di citare l'autore... Grazie.
lunedì 21 luglio 2008
"Il seme della follia" stasera su La 7
Per maggiori informazioni, andate a questo link: http://www.la7.it/tv/dettaglio_prog.asp?id_program=17087
Siamo on line!
Compagni, uniamoci e collaboriamo tutti per una nuova Rifondazione!!
Camillo Borchetta
domenica 20 luglio 2008
E dopo il sito...
Luciano